Tecniche SEO

Tecniche SEO
Introduzione
Nel corso del capitolo sulle Parole chiave , abbiamo imparato ad eseguire una buona ricerca di parole chiave, scoprendo quali sono i termini che le persone usano per trovare il nostro sito web.
Poi abbiamo  affrontato il problema della struttura del sito e del sistema di links interni. Il prossimo passo sarà dunque assicurarsi che Google riesca ad indicizzare il nostro sito web in modo appropriato, e che lo mostri tra i risultati di ricerca per chi utilizza quelle parole chiave.

In questo capitolo sul SEO andremo dunque a fornirvi alcune nozioni base che riguardano gli aspetti tecnici del SEO.
Se utilizzate un sito WordPress non vi sarà poi così difficile rendere il vostro sito “SEO-friendly”.
WordPress stesso è come CMS già di per sè abbastanza SEO-friendly, poiché prevede URLs SEO-friendly ed i suoi temi di default producono dei veri e propri HTML.
Il plugin WordPress SEO si occupa poi di tutto il resto. Nonostante questo esistono dei requisiti fondamentali che il vostro sito web dovrà rispettare, per rendere possibile il suo posizionamento su Google.

Il capitolo sul SEO si occuperà dunque di discutere questi requisiti. Potrete poi approfondire l’argomento andando a leggere gli articoli del nostro blog, che si inoltra in dettagli più specifici e tecnici. Preparativi insomma per il capitolo più “nerd” di tutta la guida…anche se abbiamo fatto del nostro meglio per spiegare tutto in modo semplice e comprensibile, sappiate che la comprensione potrebbe risultarvi dun po’ più difficile se partite proprio da zero. Vi consigliamo comunque di fare un piccolo sforzo per entrare nell’argomento, che si rivelerà davvero, davvero importante.

Tre fasi del SEO

E’ possibile distinguere varie fasi del SEO; prima di tutto, si tratta di far si che Google indicizzi il nostro sito web (definiamo questa operazione “crawlability”). Non dovrebbero esserci limiti che impediscano di trovare ed ispezionare il vostro contenuto a Google e ad altri motori di ricerca.
Il secondo passo consiste nell’indagare se Google sappia quali contenuti si trovano sul sito e se riesce, raggiungerli.
Si parla in questo caso di “findability”, o trovabilità. L’ultimo step rappresenta la vera e propria “ottimizzazione”: cerchiamo di capire cosa vede Google del nostro sito, come la posizione, e cosa possiamo fare per migliorarne il posizionamento! Quest’ultima attività sarà approfondita ulteriormente nel prossimo capitolo, mentre ci soffermeremo ora in modo più esauriente sulle prime due: crawlability e findability.

Crawlability

Una condizione fondamentale perchè il vostro sito sia posizionato su Google, è che Google possa effettuare il crawling (letteralmente, strisciare) sul vostro sito. Niente crawling significa niente salvataggio nell’Indice di Google, e quindi niente posizionamento. Un modo molto rapido per verificare se una pagina sul vostro sito è accessibile a Google è quello di effettuare un “quix SEO check“. Andate quindi sulla pagina del quix SEO, inserite l’URL del sito, e controllate il risultato. Se non sarà verde, significa che avete dei problemi da risolvere!
Alcuni dei fattori che impediscono il crowling di Google potrebbero essere:

1 il blocco dello specifico URL tramite il vostro robots.txt;
2 il blocco di Google tramite tags noindex;
3 il blocco di Google a causa del canonical sbagliato.
Il quix SEO check verificherà queste tre condizioni.

Robots.txt

Ogni sito web dovrebbe contenere il file robots.txt. Se non creerete appositamente un file, WordPress lo farà per voi. Robots.txt è un file molto potente, che indica quali sezioni del vostro sito web sono precluse ai robots, incluso Google.
Non è raro che uno sviluppatore, spostando il vostro nuovo sito da un’area progetto al server, copi anche i robots.txt e si dimentichi di aggiornarli, lasciando il blocco per il crawling. Testare il vostro robot.txt è semplice: nei Google Webmaster Tools, sotto la voce Crawl, URL bloccati troverete due aree di testo. La prima contiene i vostro robots.txt, che potete modificare per testare il cambio. Nell’area di testo sottostante invece potete specificare quali URL volete testare. Premete sul pulsante Test e dovreste risolvere tutto.

Il consiglio di Sito-WP
Se così non funziona, modificate e testate nuovamente. Se non sapete come usare Google Webmaster Tools, leggete i nostri apprfondimenti sul blog.

Noindex tags

A volte si può desiderare che alcune pagine non vengano indicizzate da google. Magari perchè si tratta del vostro blog personale, e quindi volete che compaia sul vostro sito web ma non tra i risultati di ricerca di Google. E’ allora possibile utilizzare un tag noindex nell’HTML per impedire a Google di indicizzare la pagina. A volte però questo tag si trova in pagine dove non dovrebbe essere, magari perchè è stato inserito dallo sviluppatore in fase d sviluppo, e poi dimenticato.
Il tag ha questo aspetto:
<meta name=”robots” value=”noindex,follow” />
Un tag noindex all’interno di una pagina fa dunque si che Google non la salvi all’interno del suoi indice, e che quindi non la posizioni per nessun termine di ricerca. Invece, affinchè la pagina venga posizionata, i meta robots dovranno leggere il link:
<meta name=”robots” value=”index,follow” />

Come potete vedere, la seconda parte del tag dice al motore di ricerca che tutti i links sulla pagina dovrebbero essere seguiti dai motori di ricerca per un’ulteriore indicizzazione del vostro sito. Nel caso in cui non specifichiate nessun tag per i meta robots (come accade nella maggior parte delle pagine sul web), le impostazioni di default permetteranno sia l’indicizzazione che il following, tramite il tag automatico “index,follow”.

Errore nel canonical

Se avete due pagine all’interno del sito che contengono lo stesso contenuto, potrebbero sorgere dei problemi per il vostro posizionamento. Come soluzione Google ha introdotto i Canonical link, spiegati da Matt Cutts in questo video https://www.youtube.com/watch?v=Cm9onOGTgeM.
Fondamentalmente un canonical link viene utilizzato per indicare a Google quale pagina vorreste visualizzare nei risultati di ricerca.
Usatelo dunque quando due pagine con diversi URL hanno lo stesso contenuto (o almeno il 95%): introducete un canonical link che va dalla pagina duplicato verso la pagina principale.

E’ possibile compiere quest’operazione tramite il Plugin WordPress SEO. In ogni caso, se non siete in grado di stabilire quale sia la pagina canonica, scegliete semplicemente una delle due. Non fare nulla sarebbe comunque peggio che scegliere a caso.

Possono nascere dei problemi nel caso in cui impostiate le canonical in modo sbagliato, ad esempio inserendo un link verso una pagina 404 o semplicemente inserendo un URL inesistente nel canonical link. Se poi il link canonico si dovesse riferire ad una pagina che è di fatto troppo diversa dalla pagina originale, Google potrebbe essere disorientato, e decidere per questo di penalizzarvi nel posizionamento. Assicuratevi dunque di star usando correttamente i canonical links: si tratta di uno strumento potente, da usare con attenzione.

Findability

Ora che siamo sicuri che Google è in grado di indicizzare il nostro sito web, è il momento di dirgli dove si trova questo contenuto. Per fare questo, utilizzeremo i link interni al vostro sito web che portano a ciascuna pagina, così come impostati nella struttura di cui abbiamo parlato precedentemente. Sarà proprio la struttura del sito web a determinare se un motore di ricerca riuscirà o meno a capire di cosa parla il vostro sito, e a definire anche quanto facilmente riuscirà a trovare ed indicizzare il contenuto rilevante. La Findability può essere aiutata tramite altri aspetti tecnici, i più importanti dei quali saranno discussi in questo paragrafo. Discuteremo dei temi più importanti e cioè di mappa del sito XML, mappa del sito HTML, link correlati e breadcrumbs (briciole di pane).

Mappa del sito XML

La mappa del sito XML contiene una lista di tutti gli URL che si trovano sul vostro sito, aggiornata rispetto ai vostri ultimi aggiornamenti. Fornisce quindi a Google una sorta di tavola dei contenuti del vostro sito web, ed è infatti fortemente orientata verso i motori di ricerca. Le mappe XML aderiscono ad alcuni standards (che trovate su sitemaps.org) creati dai 3 maggiori motori di ricerca, ovvero Yahoo!, Google e Bing. La buona notizia è che usando WordPress tutto quello che dovrete fare sarà installare il plugin WordPress SEO ed assicurarvi che le mappe del sito XML siano attivate al suo interno. Il plugin si occuperà di tutto quel che resta.
Ogni volta che pubblicherete un nuovo post o pagina, o che ne aggiornerete alcuni esistenti, la mappa del sito XML verrà automaticamente aggiornata, e ai motori di ricerca sarà notificato il cambiamento. Andranno dunque a controllare la mappa aggiornata per capire cosa è cambiato nelle pagine. Questo significa, in breve, che il processo di indicizzazione dei contenuti sarà fortemente accelerato!
E’ fondamentale capire che, per riuscire a posizionare le pagine, è necessario avere dei link. Come minimo servono dei link interni al vostro sito web; per le pagine importanti sarebbe però utile avere anche dei link esterni di buona qualità. Nel capitolo 8 approfondiremo il tema del link building.

Mappe del sito HTML

Anche se avete svolto un eccellente lavoro nel creare la struttura di link interni, può sempre essere utile creare una mappa del sito in HTML, che permetta ai visitatori di avere una panoramica di tutti i contenuti del sito. Soprattutto se il vostro è un sito web molto grande, potrebbe essere meglio dividerlo tra più mappe del sito per renderlo navigabile e comprensibile.
La mappa del sito HTML è utile anche per i motori di ricerca, in quanto farà si che nessuna pagina del vostro sito resti “orfana”, ovvero che ogni pagina contenga almeno un link, e possa quindi essere posizionata sui motori di ricerca.

Link correlati

Un altro metodo per assicurarsi che i motori di ricerca possano rintracciare i collegamenti al contenuto del vostro sito è quello di aggiungere link all’interno di posts e pagine correlate.

Il consiglio di SitoWP
Vi consigliamo di utilizzare il plugin Post Connector per risolvere questo problema.

Breadcrumbs

I breadcrumbs mostrano il percorso che seguono le persone quando navigano sul vostro sito. Sono in genere visualizzati nella sezione alta della pagina, in modo che i visitatori possano vedere il proprio percorso. Un percorso breadcrumbs potrebbe essere Home » Abbigliamento » Maglieria.
Usare i breadcrumbs permetterà a Google di comprendere più facilmente la struttura del vostro sito, per poterlo quindi meglio posizionare.