Come imparare dagli errori

imparare dai propri errori

Il fallimento viene spesso indicato come un passaggio fondamentale nel percorso verso il successo finale. Le persone più abili sono quelle che sanno imparare dai propri errori.

Citiamo l’inventore Thomas Edison che parlava dei suoi esperimenti, diceva: “Non ho fallito, ho appena trovato 10.000 modi che non funzionano”. Così, si è incoraggiato a provare cose nuove, a rischiare e ad apprendere attraverso prove ed errori.

In teoria, capiamo tutti il concetto. Imparare dagli errori per andare avanti nella vita.

Ma come funziona esattamente questo processo? Come impariamo dai nostri errori piuttosto che ripeterli, sperando in risultati migliori la prossima volta? Come si fa a smettere di perseverare soltanto e si inizia a fare le cose per bene?

Ecco i passaggi che puoi seguire per imparare dagli errori.

Se hai voglia e tempo ti consigliamo di guardare anche questo video in cui Kathryn Schulz (New York Times) ci spiega cosa sono i nostri errori e cosa rappresentano per noi.

Se e Ma, da cancellare 

Spesso si indulge con se stessi scaricando le colpe degli insuccessi al di fuori di se, ed è uno dei più diffusi modelli di comportamento che ci inducono a perseverare nell’errore. Questo è sintomo di un enorme bisogno di crescita. L’errore è un qualcosa che fa parte di noi e che ci ha portato a sottovalutare una data situazione e non un ingiustizia subita o un comportamento che ha tradito la nostra buona fede.

La prima di tutte le cose da fare è quella di separarsi dal concetto di giusto o sbagliato ma dedicarsi ad un percorso di razionalità, e curiosa indagine che sta all’interno di noi e non al di fuori di noi. 

Le cose potrebbero non essere andate come previsto, ma puoi ancora tirare fuori qualcosa di vitale da una situazione.

Riconoscere l’errore

Il primo passo, è cruciale, riconoscere quando hai commesso un errore.

Puoi incolpare le circostanze per una tua battuta d’arresto piuttosto che ammettere che hai fatto qualcosa di sbagliato, deliberatamente o involontariamente.

È vero che una serie di condizioni particolarmente strane può aver annullato l’efficacia di una tua azione giusta, e tale situazione potrebbe non ripetersi mai più. Ma questo purtroppo non cambia le carte in tavola. Quindi spostiamo le scuse dal nostro campo visivo e concentriamoci sui fatti.

Per determinare se stai ripetendo gli stessi errori, considera i modelli di comportamento. Le circostanze che mentalmente etichettiamo come “insolite” si verificano ripetutamente? Se tali situazioni sono davvero la norma, allora ammettiamo che stiamo facendo un errore più e più volte.

Prendiamoci del tempo per riflettere sulle nostre azioni (o sull’assenza di azioni) al fine di determinare se abbiamo commesso un errore, se qualcun altro ha commesso un errore o se invece sono davvero le circostanze imprevedibili che non hanno favorito il nostro successo.

Ora che ti trovi in uno stato mentale ben predisposto sei pronto per la prossima parte

Individuare la causa dell’errore

Determinare l’azione specifica che è stata madre di un errore. Scopri cosa ha causato un errore o innescato una serie di passi falsi.

Le cattive abitudini possono portare a semplici errori. Ad esempio, potremmo avere l’abitudine di uscire dal lavoro in ritardo, causando rischi inutili al nostro hard disk in ufficio; oppure l’abitudine di riempire l’agenda di note e quindi dimenticare o perdere appuntamenti; oppure magari fare tante cose assieme così spesso da non prestare attenzione a conversazioni importanti e perdere dettagli che poi causano errori.

Se ci troviamo a muoverci in un nuovo ambiente o ad andare oltre la zona di comfort, ci possono essere molte possibili concause di errori. Consideriamo quindi tutti i fattori.

Ad esempio, se cerchiamo lavoro, potremmo commettere un errore facendo un commento, durante un intervista, magari anche innocuo, che viene ritenuto inappropriato da un intervistatore.

L’osservazione avrebbe potuto essere perspicace, pertinente e appropriata in un altro contesto con un altro datore di lavoro o responsabile delle assunzioni, ma questo non importa.

In questo scenario, l’errore potrebbe essere stato causato da uno di questi errori:

  • Essere poco attento nel pesare il proprio discorso
     
  • Rispondere troppo velocemente e dimenticare di fare una domanda di chiarimento che avrebbe permesso di creare una risposta più appropriata.
     
  • Non riuscire a trovare le aziende giuste per la nostra figura, capacità, stile professionale
  • Non capire quali commenti sono accettabili e quali no.

 
Consideriamo i piccoli dettagli quando analizziamo cosa è andato storto, ma anche il quadro generale.

 

Sezioniamo la nostra logica

e troviamo il difetto nel nostro modo di pensare.

Si può facilmente identificare cosa è andato storto se riusciamo a definire ciò che speravamo accadesse e perché.

Prendiamo in considerazione un fatto in cui ci aspettavamo che le cose andassero in una maniera, e invece poi per errore sono andate storte.
Pensiamo ai 2 scenari di quel che è accaduto e visualizziamo ad occhi chiusi la loro cronistoria iniziando ognuno dei 2 con le rispettive domande:

  • Come immaginavo che le cose si sarebbero svolte? Ora svolgiamo un analisi di come abbiamo pensato che le cose dovessero andare.
  • Come sono andate realmente? Ora svolgiamo una analisi di come le cose sono andate.
    Confrontiamo i 2 scenari e l’errore ci si paleserà immediatamente.

Pensiamo sempre ai nostri obiettivi finali, prima di ogni altra cosa, per un progetto di lavoro, un appuntamento, uno scambio di e-mail, un’iniziativa commerciale o una tabella di allenamento.

Valutiamo le nostre strategie, i piani e la loro esecuzione per analizzare al meglio la situazione e determinare cosa è successo per impedirci di realizzare gli obiettivi che ci eravamo posti.

Poniamoci domande come queste:

  • I miei obiettivi erano ragionevoli e raggiungibili?
  • Ho sbagliato a impostare gli obiettivi? 
  • Ho fatto ipotesi precise sulle mie capacità e le sfide che mi sono posto?
  • Ho fatto un errore nel giudicare la situazione?
  • Le mie strategie avevano senso, date le circostanze e gli obiettivi?
  • Ho fatto un errore nel tracciare il mio percorso e scegliere i miei metodi?
  • Quanto era logico, fattibile e completo il mio piano?
  • Ho fatto un errore nel creare il piano?
  • La mia squadra, i miei colleghi, i miei amici e io abbiamo seguito il piano?
  • Ho fatto un errore nell’esecuzione del piano?

Tra le risposte a queste domande troveremo l’errore.

Sii spietato

…nel giudizio di te stesso

Consideriamo le nostre azioni dal punto di vista di un estraneo. Pensiamo a quello che abbiamo fatto e se abbiamo preso una buona decisione, date le informazioni che avevamo in ​​quel momento.

Valutiamo i nostri punti di forza e di debolezza, analizziamo i nostri approcci e siamo onesti con noi stessi, quando ci chiediamo se avessimo o no le capacità per evitare passi falsi.

Molto spesso, questa spietatezza ci permetterà di vedere più chiaramente e capire cosa invece avremmo dovuto fare.

Non c’è bisogno di confessare pubblicamente i propri errori per imparare da loro. E certamente non c’è bisogno di condannarsi come falliti.
Ma se riflettiamo su come abbiamo contribuito agli errori, allora avremo molte più probabilità di correggerli e riuscire nel nostro intento la prossima volta.

Ricerca

Facciamo ricerche per scoprire in che modo altre persone hanno affrontato situazioni simili alla nostra.

Potremmo non trovare la risposta esatta, ma potremmo avere un’idea di quali problemi dovremo prendere in considerazione per comprendere e recuperare dal nostro errore.

Questo tipo di informazione può esserci utile quando parliamo con gli altri delle nostre sfide, dimostrando agli interlocutori che abbiamo considerato possibili problemi e ci aiuta a impegnarli in un dialogo significativo.

Ascolta altre persone

Spesso hai bisogno di aiuto esterno per capire cosa hai fatto di sbagliato.

A volte le persone ci segnalano i nostri errori. Occasionalmente, queste persone possono darci preziose informazioni. Ma facciamo attenzione a coloro che dispensano consigli, generalmente non sono utili.

Un modo migliore per imparare dai propri errori è chiedere consiglio ad un esperto. Troviamo qualcuno che sia saggio e degno di fiducia, che sia disposto ad ascoltare le nostre spiegazioni su ciò che abbiamo provato fino a quel momento e chi abbia avuto successo nelle aree in cui vogliamo eccellere.

Applicare ciò che impariamo

Dopo aver determinato ciò che abbiamo fatto di sbagliato in primo luogo, iniziamo a comportarci in un modo diverso. Proviamo un nuovo approccio. Attuare una raccomandazione.

Se una situazione sembra complessa, aggiusta una cosa e poi continua a fare aggiustamenti. Potresti scoprire che eliminare un tipo di errore ti dà la lucidità di riconoscere e correggere altri problemi.

Guarda i tuoi risultati. Osserva cosa succede quando commetti errori e quando prendi le giuste azioni. Sperimentare il successo ti dà la motivazione di essere spietato con te stesso in sforzi futuri. Non smetterai di fare errori, ma errori e insuccessi non ti daranno molto fastidio; continuerai ad imparare mentre vai.

E tu Come impari dagli errori? 

 



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